ANTIGONE
da sabato 14 novembre a domenica 22 novembre 2026
TEATRO IL FUNARO
un progetto per spazi urbani e per spazi teatrali sulla variazione di mito di Bertolt Brecht
adattamento di Renata Palminiello e Alessio Pellegrini
sulla traduzione di Mario Carpitella
regia Renata Palminiello
con Carolina Cangini, Marcella Faraci, Sena Lippi, Carmela Locantore, Mariano Nieddu e Biagio Tumino
suono Francesco Giubasso
luci Emiliano Pona
foto, video e grafica Lorenzo Polletta
Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale
in collaborazione con Centro di Residenza della Toscana Armunia
Antigone di Brecht (1947) parla alla sua gente del suo presente e potrebbe altrettanto facilmente, ora, parlare del nostro oggi, e ai nostri uomini e alle nostre donne: anche noi viviamo in una umanità disumana. Ma proprio questo suo parlare del presente la rende, per me, pericolosa e difficile da mettere in scena. Non posso avvicinarla troppo, non posso tenerla lontana: questo cerchiamo nel lavoro, raccontare l’umano, senza date, quasi senza nomi, per imparare di nuovo a riconoscerlo.
Nella sua Antigone Brecht sposta il registro interpretativo sul piano ideologico: l’antefatto e la circostanza nella quale agiscono i personaggi è come in Sofocle la guerra, ma qui è guerra di conquista, scatenata per motivi economici: Creonte vuole le terre di Argo; Eteocle e Polinice non sono morti combattendo fra loro per il trono, ma nello stesso esercito Tebano, l’uno con valore, l’altro perché “disertava”. Per Creonte la viltà di Polinice è un reato simile al tradimento.
Il decreto di Creonte e l’opposizione di Antigone acquistano perciò un nuovo significato: il tiranno è disposto a perdonarla se si pente e si sottomette, ma lei rivendica la sepoltura come un “esempio”: non è più una opposizione individuale ma politica, come nota Cesare Molinari. Antigone è la tragedia politica della “responsabilità” a cui nessuno sfugge. Tutti hanno le mani sporche.
C’è un verso nel primo intervento dei Vecchi che è stato tradotto diversamente da Antonio Vannini e da Mario Carpitella, il primo ci dice che essi stanno aspettando i carri pieni di bottino, il secondo che li vorrebbero “pieni dei nostri”. Soldi o uomini? Avevo scelto uomini, ma via via che lavoro penso sia più crudele ma più giusto parlare di bottino.
Renata Palminiello
Genere: Teatro Prosa
Autore: BERTOLT BRECHT
Compagnia: TEATRI DI PISTOIA
Organizzatore: FONDAZIONE TEATRI DI PISTOIA
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