DJANGO REINHARDT: UN MUSICISTA ERRANTE
sabato 24 gennaio 2026
TEATRO IL FUNARO
Django Reinhardt: un musicista errante
Lezione-spettacolo introdotta da Francesco Martinelli, storico della musica
Musiche dal vivo di Maurizio Geri (chitarra), Nico Gori (clarinetto), Giuseppe “Pippi” Dimonte (contrabbasso), Paolo Prosperini (chitarra), Giacomo Tosti (fisarmonica), Kim Chomiak (voce)
Nato in Belgio nel 1910 da una famiglia manouche (ramo francese dei sinti), che si guadagnava la vita girando l’Europa e facendo spettacoli dal proprio carrozzone, Django Reinhardt ha attraversato le grandi trasformazioni sociali e i drammi del XX secolo. Django è riuscito a trascendere sia lo stigma e la discriminazione verso il suo gruppo sociale, sia l’handicap di cui soffriva a causa di un incidente casalingo, che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera. È diventato, invece, uno dei musicisti europei maggiormente influenti nella popular music e un vero e proprio eroe culturale dei Roma.
Dopo aver imparato a suonare chitarra e violino nella sua famiglia allargata, Django si è affermato come accompagnatore al banjo nel genere della valse musette nella Parigi degli anni Venti. Ma i postumi provocati da un incendio alla sua mano sinistra, lo obbligarono a passare alla chitarra. Nell’ambito del Quintetto dell’Hot Club francese, Django Reinhardt ha gettato le basi di una visione europea del jazz e di una concezione improvvisativa che anticipava quella del bebop. Dopo aver vissuto l’occupazione nazista di Parigi, terminata la guerra, ha sperimentato la chitarra elettrica, registrando opere visionarie e innovative. Dopo la sua scomparsa prematura nel 1953, è stato riscoperto dai giovani musicisti Roma e oggi è celebrato da vari festival internazionali, mentre le sue incisioni continuano a ispirare nuove generazioni.
La vita e la musica di Django Reinhardt vengono qui raccontate attraverso l’uso di immagini, testi, ascolti e filmati con la partecipazione dal vivo di un gruppo riunito per l’occasione con il chitarrista Maurizio Geri, uno dei massimi esponenti del jazz manouche in Italia, di Nico Gori, clarinettista eclettico, ma particolarmente impegnato nella tradizione swing, Giuseppe “Pippi” Dimonte, contrabbassista, bassista e compositore.
Francesco Martinelli è impegnato fino dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore di concerti, giornalista, saggista, traduttore e insegnante. Ha pubblicato volumi discografici su Anthony Braxton, Evan Parker, Joelle Léandre e Mario Schiano. Ha ideato e co-diretto la Collana di cultura musicale in collaborazione tra EDT e Siena Jazz, e la collana Sonografie con la pisana ETS, pubblicando come curatore e traduttore una quindicina di volumi, tra cui opere monografiche su Django Reinhardt, Lee Konitz, John Coltrane, Charlie Parker, Charles Mingus, Dexter Gordon, Derek Bailey, Steve Lacy, Albert Ayler e Chet Baker. Come giornalista ha collaborato a musiche, Musica Jazz e Coda. Attualmente collabora con Il Giornale della Musica, scrive di jazz per la rivista americana New York City Jazz Record e di musiche tradizionali per la rivista inglese Songlines. Ha insegnato Storia del jazz e della Popular Music presso la Siena Jazz University e i Conservatori Mascagni di Livorno e Verdi di Torino. Collabora con Le parole di Hurbinek dal 2024.
Maurizio Geri è chitarrista, cantante, compositore. Le sue prime esperienze, legate al recupero del repertorio tradizionale della montagna pistoiese lo porteranno a conoscere, nei primi anni ’80, la cantante ricercatrice Caterina Bueno con la quale suona per una quindicina d’anni. Fondamentale è l’incontro con il concittadino organettista Riccardo Tesi che nel ’94 dà vita al quartetto BANDITALIANA. Con questa formazione incide cinque dischi e quattro relativi a produzioni originali sulla tradizione toscana e emiliana: la chiusura ideale di un cerchio dove il rigore antropologico si congiunge con la composizione e l’arrangiamento. Nel 1995 nasce il “Maurizio Geri Swingtet”, gruppo pioniere del jazz-manouche italiano che propone da subito un repertorio originale (escono quattro dischi a suo nome). La ricerca stilistica si affina di pari passo con il repertorio, in un processo creativo che ingloba vecchio e nuovo e restituisce un universo musicale formalmente coerente e del tutto personale. L’originalità della proposta lo distingue dalla miriade di emulatori di Reinhardt, non persegue mai un obiettivo esclusivamente tecnico, è probabilmente il valore progettuale e artistico che lo porterà ad accogliere numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui la partecipazione nel 2000 al festival “Django Reinhardt” di Samois sur Seine (unico gruppo italiano ad oggi). Nel 2015 cura l’uscita del primo metodo in italiano dal titolo La chitarra swing-manouche (Ed. Fingerpicking.net) tradotto anche in inglese. Ha collaborato con numerosi musicisti della scena word, jazz e pop italiana e ha partecipato ai più importanti festival in Europa, Canada, Argentina, Australia e Giappone, a trasmissioni radio nazionali e internazionali, a spettacoli teatrali e colonne sonore per film. Nell’ultimo periodo ha contribuito, insieme a Elena Ledda, Lucilla Galeazzi ed altri nomi della world-music italiana, alla realizzazione dello spettacolo “A sud di Bella Ciao” che ha riscosso grande successo in tutta Europa. Il suo stile chitarristico fonde le tematiche legate alla musica etnica mediterranea con il fraseggio e l’improvvisazione della musica swing-manouche. Nell’ultimo periodo si dedica alla scrittura di canzoni (Perle d’Appennino, Visage 2016, La Strada, autopr. 2025) e collabora alle trasmissioni web “TG Suite” con Davide Riondino. Dal 2018 è direttore artistico del “Toscana Django festival”.
Nico Gori Inizia lo studio del clarinetto all’età di sei anni, conseguendo il diploma presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze nel 1993. Nella sua carriera Nico Gori tiene numerosi concerti sia come solista che in big bands, orchestre sinfoniche e formazioni jazz in qualità di leader o side-man, spaziando dalla musica classica al jazz, dal funky all’acid jazz, esibendosi in teatri, clubs, festival, trasmissioni radio-televisive in tutto il mondo. Collabora con artisti di calibro internazionale come: Vienna Art Orchestra, Fred Hersch, Tom Harrell, Lee Konitz, Chicago Underground, Enrico Rava, Stefano Bollani, Renato Sellani, Antonello Salis, Bruno Tommaso, Paolino Dalla Porta, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Ellade Bandini, Ares Tavolazzi, Sandro Gibellini, Massimo Moriconi e con cantanti pop quali Anna Oxa, I Dirotta su Cuba, Fabio Concato e Gino Paoli. Intensa anche l’attività didattica che lo porta ad esibirsi e tenere seminari in tutto il mondo: Washington University in St. Louis, U.S.A, Bilgi University of Istanbul, Conservatorio di Musica “Amadeo Roldán” in L’Havana, Cuba, Izmir Jazz Festival (Turchia), Siena Jazz University.
Giuseppe “Pippi” Dimonte è contrabbassista, bassista e compositore. Da sempre interessato alla contaminazione tra musica classica, jazz e world music ha lavorato con numerosi artisti suonando in festival e club di vari paesi come Germania, Cina, Svizzera, Olanda, Slovenia, Spagna, Romania, Francia, Polonia; ha partecipato a diverse masterclass e concorsi, vincendo premi e borse di studio sia in ambito performativo che come compositore. Dopo le collaborazioni in vari album come sideman, nel 2014 debutta col primo lavoro da leader “Morning Session” (FonoFabrique, 2014), seguito da “Hieronymus” (FonoFabrique, 2016), “Trio Mezcal” (2018) e “Majara” (2020). Particolarmente apprezzato nell’ambito del gipsy-jazz, ha collaborato con vari artisti del panorama jazzistico italiano e internazionale tra cui: Stochelo Rosenberg, Tchavolo Schmitt, Jimmy Rosenberg, Adrien Moignard, Sebastien Giniaux, Lollo Meyer, Nelson Med jr, Antoine Boyer, Duved Dunayevsky, Nilza Costa e molti altri. Nel 2017 la rivista jazz newyorkese Bird is the Worm lo inserisce tra i contrabbassisti più interessanti della scena jazzistica internazionale per la pubblicazione di “Hieronymus”. Alcuni dei festival che lo hanno visto partecipe negli ultimi anni: Montreux Jazz Festival (CH), Shanghai World Music Festival (Cina), Fara Jazz Fest (IT), Tuscia Jazz Festival (IT), Sibiu Jazz Fest (RO), Bucharest Jazz Festival (RO), Cluj Napoka Jazz Fest (RO), Jazz Maastricht (NL), Stranger than Paranoia (NL), Johnny Raducanu Jazz Festival (RO), Wroclaw Jazz Festival (PL), Pisa Jazz (IT).
Paolo Prosperini si avvicina alla musica di Django Reinhardt in adolescenza e negli anni ha collaborato con alcuni tra i massimi esponenti dello stile Manouche: Tchavolo Smith, Adrien Moignardt, Sebastien Giniaux e molti altri. In contemporanea ha fondato diversi progetti che spaziano dalla word music alla musica cantautorale: Minor swing quintet, Panaemiliana, Boris Cevapcici. Giacomo Tosti – Nasce a Perugia il 18/01/1972 ed inizia lo studio della fisarmonica nel 1980 nella scuola privata del M° Filippo Antonio Moretti, insieme al quale diventerà nel 1989 socio fondatore della PERUGIA FISORCHESTRA. Partecipa giovanissimo ad alcuni concorsi nazionali ed Internazionali per singoli esecutori conseguendo risultati di rilievo e collabora con la formazione Makondo, A.GI.MUS e con il poeta Vincenzo Costantino “Chinaski”. Nell’ottobre 2007 nasce il Giacomo Tosti Giacobazzi “PROJECTANGO” quartet, e il repertorio proposto spazia dal Tangonuevo al Latin Jazz, ma anche choro e musica tradizionale del nord Argentina. Successivamente collabora con Trasimeno Gospel Choir e Flaco Leo y su banda e con Maurizio Geri Swingtet con cui, oltre alle realizzazioni discografiche, sta lavorando in diverse tournée.
Kim Chomiak è una cantante dalla voce calda e versatile, con radici nel soul, nel jazz e nella musica acustica. Formata tra Roma e l’Inghilterra, ha collaborato con numerose formazioni spaziando dallo swing al jazz manouche, dal soul alla musica d’autore. Parlando di Swing, ha inciso un album con la ABC Swing Band e lavorato al fianco di musicisti come Maurizio Geri, con il quale collabora anche nell’organizzazione del Toscana Django Festival. Ispirata dalle grandi interpreti del blues e del jazz, unisce autenticità, sensibilità e ricerca musicale. Attualmente studia presso l’Accademia Siena Jazz.
LE PAROLE DI HURBINEK - quarta edizione
info 0573 991609 - 0573 27112 - 0573 977225
Genere: Concerti Musi
Autore: VARI
Compagnia: VISAGE MUSIC
Organizzatore: FONDAZIONE TEATRI DI PISTOIA
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